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Writing For Fashion /Studenti

CIRCUS OF GLASS: quando il circo è di casa

Di Silvia Rimondini – studente – Culture e Tecniche della Moda

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Tutto il colorato mondo del circo e dei suoi bizzarri protagonisti prende vita nello spazio del living attraverso una sofisticata serie di campane in vetro soffiato, serie ideata dal duo creativo Lanzavecchia + Wai e realizzata dall’esperto artigiano Massimo Lunardon. Rivisitando questo singolare elemento d’arredo, i designer hanno giocato con la fantasia circense per creare cloches sobrie ed eleganti, che si adattano perfettamente ad ogni ambiente. Equilibrio, eleganza e semplicità si cristallizzano così in un tenero elefantino intento nei suoi esercizi, in un trapezista che si libra in aria e in una scimmietta appesa dolcemente al suo ombrellino: lo scopo dei due artisti sembrerebbe davvero quello di voler catturare ed incapsulare l’attimo. Questa divertente collezione, recentemente esposta presso la Galleria Secondome di Roma e a New York presso il loft di Design-Apart, trae infatti ispirazione dal mondo ludico dei bambini, mondo fatto di quella leggerezza e spensieratezza che ben rispecchia la dimensione del circo. Del resto, anche la scelta stessa del nome – la collezione è stata battezzata semplicemente “Circus” – riconferma la chiarezza elementare del manufatto.

“Creo oggetti sensuali e intimi” afferma Francesca Lanzavecchia, progettista laureatasi al Politecnico di Milano, in un’intervista pubblicata su Style.it – “Il mio lavoro non è solo cambiare pelle agli oggetti ma riconsiderare il loro contesto, il loro utilizzo e la loro relazione con l’utente con cui si può stabilire una sorta di intimità … A volte li penso come estensioni del nostro corpo”. Insomma, una viaggiatrice che si lascia ispirare dall’arte, dalla letteratura, dalla moda, sempre a fianco della sua metà professionale, il designer di Singapore, Hunn Wai. Conosciutisi nella prestigiosa scuola di design di Eindhoven, da allora continuano a progettare insieme. “Quando siamo andati in Indonesia” – ricorda Wai –“abbiamo studiato la storia e il modo di vivere delle persone e degli artigianati locali, per individuarne bisogni particolari e definire progetti ad hoc, con l’idea di attualizzare contemporaneità ai nostri progetti”. Ne sono un esempio le lampade “Leone”, “Rhizaria” e “Biophilia”.

Per chi fosse quindi interessato a scoprire ulteriori creazioni del duo italo-orientale, basta sbirciare tra gli ultimi progetti presentati al Salone del Mobile 2014: uno commissionatogli da Subalterno1 e incentrato sul mondo della pasta, l’altro che li ha visti protagonisti nella mostra organizzata da IN_Residence  e intitolata – non poteva essere altrimenti – Desiderabilia.

 

Source: www.elledecor.it, www.style.it; Ph. http://www.lanzavecchia-wai.com/projects.

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